Ci sono gare che non si limitano a essere competizioni sportive, ma che diventano parte integrante dell’identità di un territorio. Il Rally 4 Regioni appartiene a questa categoria: nato nel 1971, è stato per anni un punto di riferimento del rallysmo italiano ed europeo, capace di coniugare tecnica, spettacolo e promozione del paesaggio.

L’idea di creare un rally che attraversasse Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna – da qui il nome “4 Regioni” – nacque all’interno dell’Automobile Club Pavia, sotto la guida di Siropietro Quaroni e Benedetto Pelliccioni. La prima edizione mise subito in chiaro l’ambizione dell’evento: percorso esteso, prove selettive e arrivo a Salice Terme, che nel tempo sarebbe diventata il cuore simbolico della manifestazione.

Nel 2021 l’ultima edizione, esattamente dopo 50 anni dalla sua nascita. Ora la gara è nuovamente caduta nel dimenticatoio, nonostante la passione di Aci Pavia e dei suoi tesserati per questa prestigiosa gara e per il motorsport pavese in generale.

Alla provincia pavese manca un organizzatore (aggiungiamo serio) che potrebbe riportare la gara ai fasti del passato, visto la tripla possibilità di fare un evento moderno (abbinandolo a quello storico e comprendendo versioni nascenti di regolarità), una gara che ha sempre avuto successo. Una storia importantissima.

Negli anni ’70 e nella prima metà degli ’80 il Rally 4 Regioni si affermò come tappa di grande richiamo: inserito nel calendario del Campionato Italiano Rally e, dal 1975, con validità per il Campionato Europeo Conduttori, attirò piloti e team di livello internazionale (Lampinen, Munari, Andruet, Darniche e Biasion su tutti).

Le prove speciali — Oramala, Rocca Susella, Penice, Pietra Parcellara, Pradovera — divennero leggendarie per difficoltà e fascino paesaggistico. Erano strade capaci di esaltare il talento dei grandi campioni e di punire i meno preparati, regalando al pubblico uno spettacolo unico.

Dopo oltre quindici anni di edizioni spettacolari, il Rally 4 Regioni si fermò: l’ultima edizione “classica” fu nel 1986. Negli anni ’90 la manifestazione non venne disputata ed il nome del 4 Regioni rimase per lungo tempo legato ai ricordi di un’epoca eroica.

La passione, però, non si spense. Nel 2011 il Rally 4 Regioni tornò sulle strade con una formula rinnovata, grazie all’organizzazione di “Rudy” (TCS Motorsport): evento di regolarità sport e rally storico (2012), ribattezzato 4 Regioni Amarcord.

Questa scelta riportò in gara le vetture che avevano fatto la storia — Lancia Stratos, Fiat 131 Abarth, Lancia Delta Integrale — e permise ad un nuovo pubblico di rivivere l’atmosfera dei rally d’epoca. Per l’Oltrepò Pavese e Salice Terme fu un ritorno identitario, in cui sport e turismo si intrecciavano nuovamente.

Il 2021 ha segnato il 50° anniversario dalla prima edizione: un’occasione celebrata con  la partecipazione di nomi del passato. L’evento ha ribadito il valore simbolico e culturale del Rally 4 Regioni, trasformandolo in un ponte tra passato e presente, tra memoria e nuove generazioni di appassionati con la gara moderna e quella storica.

Perché il 4 Regioni conterebbe ancora?

Il valore del Rally 4 Regioni non si misura solo nei titoli conquistati e del prestigio avuto: è nel legame con il territorio, nell’eco delle curve che hanno messo alla prova campioni e vetture leggendarie, nella passione che ancora oggi richiamerebbe pubblico e piloti.

Non una continuità ininterrotta, ma una tradizione che è stata capace di rinascere: il 4 Regioni vive ancora, curva dopo curva, come patrimonio sportivo e culturale dell’automobilismo italiano.

Ora manca solo la sinergia, l’unione di Aci Pavia, Commissione sportiva, associazione ufficiali di gara, ex organizzatori e sopratutto l’unione degli appassionati (ora che molte scuderie sono scomparse), occorre muoversi ora per ritornare oppure vivere solo di ricordi.

Aci Pavia, nella figura del Presidente Marino Scabini, e non solo Lei, si sta muovendo nella giusta direzione per riportare la gara ai fasti del passato.

  • Foto Copertina la Lancia Stratos nella Prova Speciale di Cecima nell’edizione del 2017