Il mondiale Rally 2026 entra nel vivo con la terza tappa: l’epico Safari Rally. Dopo Monte-Carlo e Svezia, lo scenario cambia radicalmente, regalando subito colpi di scena e distacchi pesanti.
Nonostante il Safari abbia perso nel tempo parte del suo chilometraggio storico, resta una gara di difficilissima interpretazione. Qui le sorprese si nascondono dietro ogni curva o duna, e l’edizione 2026 non ha fatto eccezione fin dai primi chilometri.
Fango e distacchi abissali nella “Camp Moran”
L’inizio è stato subito “tosto”. La temibile prova di Camp Moran (oltre 24 km) si è presentata in condizioni critiche: pioggia e fango l’hanno resa una trappola viscida.
A dominare sono stati i vincitori del Monte-Carlo, Oliver Solberg ed Elliott Edmondson. L’equipaggio ha letteralmente fatto il vuoto, infliggendo distacchi pesantissimi:
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- Elfyn Evans: +30″ (oltre 1 secondo al chilometro di distacco)
- Sébastien Ogier e Takamoto Katsuta (quest’ultimo rallentato da problemi all’interfono): oltre 1 minuto
- Sami Pajari: oltre 2 minuti
Con questo parziale, le Toyota GR Yaris Rally1 hanno monopolizzato le prime cinque posizioni della classifica.
Hyundai in affanno.
I distacchi sono inaspettati, soprattutto per le Hyundai, che sono apparse in netta difficoltà nel fango keniota. Thierry Neuville e Adrien Fourmaux occupano rispettivamente la sesta e settima posizione, seguiti da Armstrong (Ford) e Lappi (Hyundai). Chiude la top ten Zaldivar su Skoda, primo tra le Rally2.
PS2 Mzabibu: Toyota ancora davanti, allarme surriscaldamento
La seconda prova, la Mzabibu (circa 9 km), è stata decisamente più breve e “lineare”, riportando i distacchi nella norma. Tuttavia, il copione non è cambiato: ancora cinque Toyota ai primi cinque posti (Ogier, Pajari, Katsuta, Solberg, Evans).
In casa Hyundai suona il campanello d’allarme: tutte e tre le vetture hanno accusato problemi di surriscaldamento dell’acqua, un fattore critico che potrebbe condizionare il resto della gara. Cambiamento in classifica al 7° posto Armstrong (Ford) scavalca Fourmaux (Hyundai).
WRC2: cambio al vertice con Greensmith (Toyota) che passa al comando, tallonato da Dominguez (Toyota).

