Elfyn Evans-Scott Martin, terzo successo in carriera al Rally del Giappone (Jaanus Ree - RedBull Content Pool)

Elfyn Evans e Scott Martin su Toyota Yaris Rally1 vincono il Rally del Giappone, settimo appuntamento del Campionato del Mondo Rally WRC. Per il gallese si tratta della 13esima vittoria nel mondiale, la terza nella terra del Sol Levante. Con questo successo, Evans rafforza la propria leadership nel mondiale piloti, portandosi a 151 punti.

VENERDI’ DECISIVO – Il Rally del Giappone ha preso la via del Galles nella giornata di venerdì. La più insidiosa e viscida delle tre che ha visto impegnati i beniamini del mondiale. Evans ha sfruttato appieno la propria posizione di partenza e l’umidità presente sul percorso per fare rendere al meglio gli pneumatici morbidi messi a disposizione da Hankook, scavando un solco tra lui e i suoi compagni di squadra, unici avversari temibili di questo weekend considerando la defaillance Hyundai soprattutto su asfalto. Nè Oliver Solberg nè Sebastien Ogier sono stati in grado di stare al passo del gallese, così come il beniamino di casa Takamoto Katsuta, secondo nel mondiale, autore di un venerdì sottotono per alcune sbavature e una scelta di gomme “obbligata” per via di una foratura che lo hanno visto utilizzare gomme hard su asfalto bagnato, facendolo scivolare in coda al gruppetto di Toyota che, senza fatica alcuna, dominava la Top Five della classifica.

SABATO SENZA HYUNDAI E SOLBERG – La giornata successiva, caratterizzata da condizioni meteo molto calde e temperature dell’asfalto alte, confermava ancora una volta la bontà della Yaris Rally1 nei confronti dei diretti avversari. Hyundai, che in qualche maniera si era difesa il giorno prima soprattutto con Thierry Neuville, sprofondava a colpi di sottosterzo e gomme hard decisamente indigeste alla vettura di Alzenau che, nonostante la buona volontà dei piloti, rendeva impossibile trovare una soluzione di setup comoda per fare segnare qualche tempo interessante. La statistica di questa gara parla chiaro: ZERO vittorie di prova, una situazione imbarazzante per una macchina che non meno di due anni fa festeggiava proprio in Giappone l’iride piloti e si giocava il costruttori fino all’ultima speciale. Un ruolo di sparring partner molto poco lusinghiero che, almeno su asfalto, rende la I20 più vicina alle Ford Puma che alle Yaris. La buona notizia è che con il Rally del Giappone, l’avventura delle Rally1 su asfalto si conclude definitivamente. Ora restano sette prove su sterrato per cercare quantomeno di fare bene e dare una linea per il futuro della squadra, ancora molto nebuloso.

L’altro deluso del sabato è senza dubbio Oliver Solberg, uscito di scena nel pomeriggio quando la prima posizione occupata da Evans era molto vicina. Lo svedese è un punto di riferimento del WRC quando si tratta di velocità pura, ma pecca ancora nella gestione della gara. L’impressione è che Solberg abbia voglia di arrivare al vertice con troppa foga e velocità, quando a volte una gestione più oculata e ragionata potrebbe garantirgli piazzamenti e chance più alte per il colpo grosso chiamato mondiale. La vittoria a Montecarlo, maturata nonostante un errore, resta per ora il suo punto più alto insieme al podio portoghese. L’errore in Svezia, l’uscita in Croazia, alle Isole Canarie e qui al Rally del Giappone vanno analizzate, imparate e assimilate.

DOMENICA – RISCATTO SOLBERG, EVANS CONTROLLA – Il Super Sunday vede il ritorno di Solberg dopo il ritiro del giorno prima e lo svedese fa bottino pieno. Vince il Super-Sunday davanti all’ottimo Katsuta e Ogier, con Evans e Pajari che completano il lotto dei migliori cinque della domenica. Stessa storia nella Power-Stage, con il solito Solberg sugli scudi, che si trova ora terzo nel mondiale piloti a 51 punti da Evans con ancora sette gare a disposizione ed eventi che sono nelle corde dello svedese.

Ogier lascia il Sol Levante con una solida seconda piazza e con l’ennesima stilettata a Hankook “Ultima gara su asfalto con le Rally1? Peccato non averla fatta con delle gomme all’altezza”. I 61 punti di distacco in classifica piloti su Evans non sono impossibili da recuperare ma la caccia al decimo titolo resta complicata.

Sami Pajari conquista un altro podio, più per demeriti di Solberg che per meriti suoi come ammesso dallo stesso finlandese, deluso dal passo che ha messo in mostra sull’asfalto giapponese, ma contento di essere ormai una sicurezza in quanto a costanza per il team. Katsuta chiude quarto assoluto, mantenendo di fatto il distacco che aveva accumulato nella giornata di venerdì, motivo di rammarico per il giapponese che voleva quantomeno salire sul podio della sentitissima gara di casa. Taka resta comunque la sorpresa positiva di questo primo scorcio di stagione: ha vinto tante gare quanto Evans, è secondo nel mondiale, cosa chiedere di meglio? Lasciamolo sognare.

Adrien Fourmaux è il primo delle Hyundai, ma c’è poco da festeggiare. Il derby casalingo lo ha visto primeggiare contro Neuville, sesto assoluto, ma è una vittoria di Pirro. Hyundai pone fine al calvario asfalto, salutato con un gran sorriso da Neuville al termine dell’ultima speciale, anche se al belga resta il grande rammarico per la sciagurata uscita di scena sul finale in Croazia. Difficilissimo pensare che lo sterrato possa ridare ambizioni mondiali ai due piloti di punta, ma pensionare questa macchina palesemente nata male con delle buone prestazioni e, chissà, qualche vittoria grazie ad una posizione di partenza privilegiata, potrebbe essere il degno finale di una storia d’amore che, volente o nolente, non è mai nata con la I20 Rally1 versione 2025. Hayden Paddon saluta il WRC con un settimo posto a quasi 5 minuti da Evans. Il neozelandese ha fatto il suo, riuscendo anche a conquistare un podio in Croazia. Non gli si poteva chiedere di più considerando il quasi decennio di assenza tra le vetture di vertice, un bravo a lui.

Jon Armstrong chiude all’ottavo posto con la Ford Puma Rally1, anch’essa frastornata dal sottosterzo. Una prestazione senza infamia e senza lode per i piloti Ford, sempre più impegnati in una stagione da puri spettatori e qualche lampo velocistico. Al nono posto ecco la Lancia Ypsilon Rally2 di Nikolay Gryazin, che si porta a casa la vittoria di WRC2 dopo una bellissima lotta contro Alejandro Cachon. Alla vigilia della speciale conclusiva, i due erano separati da soli 2,8″, quando un errore sulla Power-Stage dello spagnolo ha indirizzato la gara verso il russo licenziato bulgaro. Primo podio nel WRC2 per Yuki Yamamoto con la Toyota Yaris. Completa la Top Ten la seconda Puma di Josh Mcerlean.

La carovana del WRC si prende ora quasi un mesetto di pausa in attesa del prossimo appuntamento: Il Rally Acropoli, in programma nell’ultima settimana di Giugno.