WRC e Rally2-WRC-Kit, ecco il futuro dei rally mondiali

Era il 1997, l’anno in cui il WRC visse una delle sue prime vere rivoluzioni dai tempi del Gruppo B. Tre anni prima dell’avvento del nuovo millennio, videro la luce le World Rally Car, vetture che entrarono nell’immaginario collettivo di ogni appassionato e nel cuore di tutti noi.

Subaru Impreza WRC e Ford Escort WRC furono le prime due vetture di nuova generazione che si presentarono ai nastri di partenza di quel Montecarlo, primo appuntamento della stagione, vinto da Piero Liatti. Per uno strano scherzo del destino, quella resta l’ultima vittoria assoluta di un italiano nel mondiale.

Le WRC entrarono di forza in un mondo dominato dalle Gruppo A, a cui va riconosciuto il “salvataggio” della disciplina dopo i fatti (e misfatti) delle tanto amate quanto temute Gruppo B. Le nuove arrivate avrebbero di li a poco preso il sopravvento sulle Gruppo A, ma almeno nelle prime stagioni, la sfida fu equilibrata o quasi. Le due categorie convissero con successo, permettendo a una di essa, la Mitsubishi Lancer guidata da Tommi Makinen, di avere addirittura la meglio nei confronti delle ultime arrivate per quanto concerne il successo nel mondiale piloti, sebbene già nel 1997 le WRC portarono a casa un numero di successi parziali superiore: 10 vittorie (8 per Subaru, 2 per Ford) contro le 4 delle Gruppo A (tutte appannaggio di Mitsubishi).

Nonostante ciò, il finlandese fu in grado di vincere quattro titoli consecutivi, dal 1996 (solo gruppo A) fino al 1999. Solo nel 2000, con la nuova Peugeot 206 WRC e Marcus Gronholm, le auto di nuova concezione presero definitivamente il largo.

La situazione rischia di ripetersi 30 anni esatti dopo. Il 2027 vedrà il pensionamento delle Rally1 e l’avvento delle nuove WRC27 il cui grido di battaglia è contenimento dei costi. Niente più cifre proibitive a causa dell’ibrido, meccanica semplificata su base Rally2, budget cap di circa 350mila euro, l’obiettivo di coinvolgere più case costruttrici possibili, ma soprattutto una nuova convivenza che, da pochi giorni, è ufficiale: quella tra le WRC27 e le Rally2 che, con uno specifico kit chiamato (per il momento) Rally2-WRC-Kit, potranno giocarsi il titolo mondiale sfidando direttamente le nuove vetture.

Il Rally2-WRC-Kit è stato sdoganato durante l’ultimo meeting tenutosi a Macao del World Motor Sport Council. Proprio in questa sede si è fatta maggiore chiarezza su quelli che saranno i futuri regolamenti. Se alcune squadre come Toyota hanno puntato direttamente sulla realizzazione di una nuova vettura secondo le ultime direttive tecniche, gli altri team attualmente impegnati nel mondiale si sono immediatamente chiamati fuori, nell’attesa di capire se il loro impegno nel mondiale sarebbe proseguito o meno in base alle decisioni prese dai vertici della FIA.

Con quanto deciso a Macao, Hyundai e M-Sport potrebbero essere nuovamente della partita, grazie ad un kit, del costo di circa 7500 Euro, che permetterebbe alle attuali Rally2 di gareggiare ad armi pari con le WRC27. I vincoli sono due: che il kit venga omologato da un costruttore e che il costruttore stesso si impegni a schierare almeno due vetture per tutta la stagione.

Tutte le vetture Rally2 omologate entro il 31 Dicembre 2026 potranno beneficiare per un biennio di questo kit, che comprende nuovi parafanghi, nuovo paraurti anteriore e un dispositivo posteriore aerodinamico, oltre ad un peso totale di 1220 Kg. Questi accorgimenti garantirebbero alle vetture di vecchia concezione una competitività pari alle nuove WRC27, ampliando la platea delle vetture di vertice, oltre ad aprire le porte alla massima categoria per case come Skoda e Lancia, che potrebbero aggiungersi alla festa.

Il Rally2-WRC-Kit potrà essere utilizzato fino al 31 dicembre 2028, termine ultimo di questo periodo di transizione. Da quel punto in poi, ci sarà spazio esclusivamente per le World Rally Car di nuova generazione.