Il Rally di Finlandia è ufficialmente finito ieri. Ha compiuto settantacinque edizioni: come il Montecarlo è l’emblema del Mondiale Rally. Secto Rally Finland o 1000 Laghi che dir si voglia, resta sempre affascinante come d’altronde il paese stesso, con le sue tradizioni e i suoi panorami mozzafiato. Ma oggi non sono qui a farvi da Alberto Angela, ma vorrei varcare quella soglia dettata dai numeri, dalle notizie. Chi ci segue sa già dove voglio andare a parare. In un mondo sommerso da notizie asettiche, numeri e la corsa al maggior numero di click è bene ricordarsi chi siamo…e questo Rally di Finlandia 2026 un po’ credo che ce l’abbia fatto ricordare.
Abbiamo vissuto due cose: la felicità da una parte e lo spavento dall’altra.
Era difficile fare un pronostico, ma vedere la bandiera finlandese sul primo gradino del podio è sempre un piacere sul suolo nordico. Sami Pajari ha dimostrato la sua innegabile velocità nella classe minore, superando l’esame di maturità delle Rally2 per passare all’università delle Rally1. La pressione e l’aspettativa su di lui era alta: finlandese, giovane promessa, su una vettura top di gamma. Chiaramente l’inneggiamento ad un Kalle Rovanpera 2.0 era presto che fatto. E’ partito, con le migliori intenzioni, “sbagliando“. Ebbe si, virgoletto, perchè da quello sbagliare ha tratto il meglio lavorando duramente per essere il ragazzo da battere oggi. La costanza e la determinazione che l’hanno contraddistinto quest’anno, hanno portato questo giovane venticinquenne a vincere il suo secondo evento WRC ripetendosi dopo un veloce Rally di Estonia su asfalto. “Chasing the champagne shower” come dice, è riuscito finalmente a raggiungerla. E mentre stappava spumante e scattava selfie sul podio ero sulla punta del divano a sorridere e a festeggiare con lui.
Ma in realtà questo weekend non è stata l’unica volta che sono stato sulla punta del divano.
Sabato pomeriggio.
Fuori fa caldo e c’è il Mondiale Rally in Finlandia: che fai? Qualcosa di fresco da bere, ventilatore e via di Rally.tv. Una speciale come le altre, asciutta rispetto al giorno precedente e un Sebastièn Ogier che aveva tutto sotto controllo, dando la sensazione che avremmo visto nuovamente la bandiera francese sventolare dal primo gradino del podio. Elfyn Evans aveva dato il meglio di se ribaltando la Yaris e alla mattina ero li che dondolavo con lui per cercare il grip inesistente per uscire da quel benedetto fosso. Ogier era ormai indisturbato e come al solito la sua tattica aveva funzionato (Thierry Neuville la conosce bene ndr). Ero rilassato, Sami Pajari era comunque a podio e andava bene così come per il “falloso” Oliver Solberg. Ma poi, una destra veloce e tutto è cambiato.
La Yaris numero uno entra nel solco, ma qualcosa non va. Non segue la curva, sbacchetta e prende la tangente. L’impatto fortissimo contro le piante, l’urlo in diretta di Becs Williams e le immagini che scompaiono. Tutto d’un tratto tutto tace e mi ritrovo in punta del divano con le mani in testa, senza sapere cosa pensare e se pensare.
Stanno bene? Sono usciti? Diteci qualcosa per dio!
Per diversi minuti nessuna notizia, niente di niente. Il collegamento live riparte ma non ci danno notizie. La ricerca spasmodica parte nella speranza che per una volta i social network si rendano utili. La mente intanto pensa e si preoccupa, pensando al peggio.
Forse anche spettatori coinvolti? Delle complicazioni? Hanno trovato una situazione più grave del previsto e non vogliono ancora comunicare niente?
Ma poi le prime indiscrezioni arrivano grazie agli spettatori: Ingrassia sta bene, ma di Ogier ancora nulla. Passa il tempo e apprendo che hanno attivato l’SOS dalla vettura e l’ambulanza sta andando sul posto. Tutto fermo, speciale annullata. Dopo poco Juha Kakkunen dirama una comunicazione che ha parlato con entrambi: sono sotto shock ma in generale stanno bene e sono in viaggio verso l’ospedale per dei controlli. Un sospiro di sollievo, ma solo Ingrassia sa cosa ha passato nel momento che ha visto Ogier svenire a terra fuori dalla vettura. Fortunatamente il check-up è andato tutto bene e rivedremo Ogier in coppia con Landais per i restanti quattro round del Mondiale.
Insieme alla vittoria di Sami Pajari, sono quei momenti che ti rendi conto di essere totalmente perso per questo sport. L’empatia, l’emozione e tutto ciò che non puoi spiegare creano un’atmosfera che speri che il tuo pensiero, il tuo dondolarti sul divano, il tuo esultare, in qualche modo gli arrivino per aiutarli o semplicemente sostenerli.
Che ci posso fare? Siamo sporchi, sentimentali, appassionati di rally non alla ricerca della click o del mi piace, ma dell’emozione che ci da questo sport stellare.

