photo by ewrc.cz

Il WRC sta attraversando un periodo difficoltoso su molti fronti. La corsa ai ripari pare che al momento non stia portando i benefici sperati, ma forse è anche presto per dirlo. I dubbi sono tanti e le conferme sono poche. Il regolamento per il 2027 è un salvagente con già qualche toppa a bordo, che se sollecitata troppo può riaprirsi e far affondare tutto. E’ scomodo, ma è la verità. L’appeal del rally è pian piano svanito e le case automobilistiche preferiscono investire quei pochi soldi destinati al motorsport, in altre competizioni. Basti pensare, anche solo per un momento, ai Rally Raid. Negli ultimi tempi si è assistito ad un’affluenza vigorosa tra grandi marchi e costruttori emergenti.

E’ qui che parte il primo barlume di speranza per un nuovo costruttore. Come sapete Prodrive ha marchiato i rally con le borbottanti e iconiche Subaru, per poi spostarsi anche nel deserto con il progetto BRX Hunter. Quest’ultimo non ha portato i risultati ben sperati seppur forti di Sebastién Loeb e in ultimo di Nasser Al-Attiyah. Di fatto il BRX è stato “assimilato” da Dacia, la quale ha stravolto il mezzo e ha dato luce al Sandrider che vediamo ora.

Una favola romantica.

Potrebbe esserlo anche per il WRC grazie sempre a David Richards. Pare che il comandante di Prodrive stia parlando con i vertici Stellantis per un grande ritorno nel Mondiale Rally. L’idea di base è quella sempre di puntare su Dacia e sviluppare una vettura in collaborazione per le nuove “Rally2+“. E’ anche vero che le acque in Stellantis al momento sono agitate, con difficoltà ad ingranare con i motori e altre vicissitudini che potrebbero far vacillare un programma sportivo nuovo. Con l’avvento della Lancia Ypsilon Rally4, si potrebbe pensare – come si vociferava già agli esordi del progetto della piccola – in una evoluzione superiore conteggiando appunto anche l’appartenenza del marchio italiano al gruppo Stellantis.

Di fatto al momento, oltre Prodrive, solo un altro marchio sarebbe papabile per l’ingresso: Skoda. Ancora però tutto tace e non sappiamo se è un bene o un male. Qualche pilota cerca di sbilanciarsi ma nessuno ancora si è sbottonato la camicia. Hyundai nel frattempo sparge la notizia che sarà ben presente anche per il 2026, ma per il futuro è tutto nell’oscurità.

Sta per arrivare tempo di bufera per il WRC…che faccia la fine del WTCC?