Dagli anni d’oro al tracollo: in Turchia si è chiuso il capitolo Mondiale WRX per i rallycross che dopo 11 edizioni chiude i battenti.
La corona di campione è andata ancora una volta al fortissimo Johan Kristofferson seppur il 2025 abbia visto una carenza importante di iscritti e rivali concreti per il plurititolato svedese.
Non è servita a nulla la svolta green del Mondiale che dal 2022 aveva prima adottato solamente l’elettrico salvo poi fare dietrofront lo scorso anno con il ritorno delle vetture a motore endotermico.
Il Mondiale Rallycross WRX aveva accresciuto la sua popolarità sin dal 2014, anno del suo lancio, grazie anche ai diversi piloti di rally che vi avevano partecipato: ricordiamo infatti il mitico Petter Solberg, vincitore delle prime due edizioni con la sua Citroen DS3, poi Loeb con il team ufficiale Peugeot ma anche i successi e la forte rivalità degli svedesi Ekstrom e Kristofferson che hanno rappresentato Audi e Volkswagen, e senza dimenticare anche la parentesi di Ken Block con Ford e alcuni outsider come il mitico Gigi Galli con la Kia.
I costi stellari da sostenere per i team privati dopo l’uscita delle case, il calo di audience e le difficoltà dei promoter nel rilanciare la serie dopo il periodo d’oro hanno schiacciato completamente il WRX facendolo di fatto chiudere definitivamente.
Ora la competizione principale torna ad essere l’Europeo Rallycross (ERX) che proverà a rilanciare la disciplina puntando ad un abbassamento dei costi e anche sul regolamento condiviso con i rally, il WRC27.
