Avevamo già ormai attraversato diversi stati dell’Africa Nera Centrale, tra cui la Repubblica Centrafricana, il Camerun e il Congo. Pointe-Noire, situata sulla costa dell’Oceano Atlantico meridionale, era una città del Congo famosa per le sue piattaforme petrolifere Agip italiane.
Avevo fino a questo punto guidato la mia Nissan Terrano 3.0 V6 T1 intelligentemente, cercando di risparmiarla il piú possibile e l’auto si era comportata in modo eccellente, senza guasti o danni significativi. La sera dell’arrivo a Pointe Noire, parcheggiamo la Nostra Nissan Terrano T1 come sempre a fianco delle vetture ufficiali del Team Nissan Dessoude. In questo modo ci sentivamo meno soli lavorando autonomamente sulla nostra vettura e in un certo senso ci faceva anche sognare. André Dessoude, prima dell’inizio della corsa, mi aveva assicurato anche che qualche piccolo aiuto insieme a qualche consiglio tecnico – quando i meccanici nella notte avrebbero terminato i lavori sulle vetture ufficiali – ce l’avrebbero anche dato.
Stanchi andammo a dormire, contenti di aver raggiunto la giornata di riposo e la metà gara. Per noi era già stata un’impresa ardua arrivarci vista la nostra poca assistenza a disposizione. Ma quel giorno sanciva diverso tempo per poter lavorare sulla nostra vettura. Alla mattina, raggiungemmo il bivacco con una macchina che gentilmente la base Agip Petroli ci aveva messo a disposizione, pronti per lavorare e cercare nel limite delle nostre piccole possibilità, di rimettere in sesto la nostra vettura per affrontare la seconda parte della corsa. Magari chissá, potendo raggiungere Cittá del Capo. Arrivammo al parco assistenza del Team Nissan Dessoude e con grande stupore, vedemmo la nostra Terrano, pulita lucidata e brillante.
Come se fosse uscita da pochi minuti dalla fabbrica.
Quella volta la macchina era posizionata sul telo di plastica ufficiale azzurro con i loghi Nissan sui lati, telo che permetteva ai meccanici di non lavorare direttamente sulla terra. Due meccanici continuavano a pulire l’auto, mentre altri due stavano sostituendo i fari anteriori. L’auto era giá con tutti gli pneumatici nuovi, compresi quelli di scorta a bordo inoltre stavano facendo anche un pieno di 400 litri di carburante speciale Aviogas. Sugli specchietti retrovisori era stato applicato l’adesivo ovale della NISMO (Nissan Motorsport International), lo storico reparto corse ufficiale della Nissan. Al che qualcosa non mi quadrava e mi rivolsi ad uno dei meccanici ed allo storico capo meccanico Michel Gambillon e chiedendogli che cosa stava succedendo. Forse si stavano sbagliando, lavorando sulla mia auto, pensai. Mi rispondono di non preoccuparmi e che André Dessoude il team manager, mi avrebbe spiegato tutto a breve. Poco dopo, André Dessoude ci informò che esattamente a metá della gara eravamo terzi assoluti della categoria T1 Marathon e che la Nissan si trovava con 3 vetture Terrano nei primi tre posti assoluti della prestigiosa categoria. Ci informò anche che a questo punto da Tokyo era arrivato un fax che dava la luce verde per assistere ufficialmente in tutto e per tutto la Nissan Terrano T1 n° 340: proprio la mia!
Sempre da Tokyo era arrivato anche l’ordine preciso di portare a tutti i costi tutte le tre Nissan Terrano sul podio di Cittá del Capo. Ci consegnarono giubbotti ufficiali, T Shirt e tutto l’abbigliamento ufficiale stringendoci la mano. Quel giorno fu incredibile e molto speciale. Non sapevo se tutto quello che stava succedendo era reale o se invece mi ero appena svegliato da un sogno. Stupiti, increduli ma nello stesso tempo piacevolmente sorpresi di trovarci in una posizione di classifica a portata di podio e soprattutto di essere importanti per il marchio Giapponese. Con sorpresa di tutti quanti, mi sono trovato terzo assoluto nella categoria T1 Marathon 4×4 Benzina al bivacco di Pointe-Noire, esattamente a metà gara ed alla giornata di riposo.
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un racconto di Gianni Lora Lamia. Tutti i diritti riservati.

