Il cinque maggio scorso è stato presentato da David Castera il nuovo percorso per la Dakar 2027. Arrivati alla 49^ edizione e ottava per il territorio saudita, sembra che le migliorie non finiscano mai. Dall’inizio della gestione dell’ex pilota portant-d’eu di Stephan Peterhansel a bordo delle gloriose Yamaha Sonauto, ogni anno la Dakar ha subito grossi incrementi ascoltando anche i piloti stessi.
Come anticipato infatti dallo stesso Castera prima dell’ufficializzazione, l’edizione 2027 sarà all’insegna della sabbia e dei chilometri. E’ infatti record per il territorio saudita, abbattendo il muro dei 5000km di speciale. Per l’esattezza 5320km. Il conteggio totale invece della distanza è di poco più di 8000km. Una cifra importante, con un livello dei piloti decisamente alto. La partenza della corsa è segnata su King Abdullah Economic City e sancirà anche il termine della stessa. I vari equipaggi transiteranno per Yanbu, per poi dirigersi ad Hail e Alula, territori congeniali per i veterani della corsa dove la conoscenza del territorio potrà fare sicuramente la differenza.

Successivamente tutta la carovana si sposterà verso sud, dove incontreranno Al Duwadimi e la prima tappa marathon verso Bisha dove li attenderà il giorno di riposo. Wadi Ad-Dawasir spezzerà il secondo anello su Bisha tra la nona e decima tappa. In sequenza tutti gli equipaggi si imbatteranno su nuovi terreni nelle vicinanze del Mar Rosso, dove sarà presente la seconda tappa marathon che porterà gli equipaggi di nuovo a King Abdullah Economic City. Per concludere la corsa con la consueta tredicesima tappa, si effettuerà un anello quasi da passerella.
Le pietre nel percorso sono state decimate e la sabbia sarà la parola chiave. Tante dune nella parte centrale della corsa, che potranno rimescolare le carte in tavola così come le due tappe marathon, dove la gestione del mezzo sarà cruciale.
Ciò che manca ora è il mercato piloti che dovrà riadattarsi all’uscita di Dacia. Come si metteranno le cose?
