Jaanus Ree / Red Bull Content Pool /

In un week-end folle, Takamoto Katsuta e Aaron Jhonston vincono il Safari Rally!

La domenica ha portato un po’ di sole, ma parliamo sempre del Safari Rally. La problematica principale di oggi è stata relativa alle pietre, soprattutto nel secondo passaggio. Senza assistenza e con solo una ruota di scorta rimasta, la gestione degli pneumatici è stata cruciale per evitare colpi di scena.

LAST MAN STANDING – Quasi come in uno dei peggiori film thriller, è stata una gara per la sopravvivenza. Le condizioni difficili hanno messo a repentaglio l’affidabilità delle vetture. Toyota, famosa per il suo equilibrio e grande robustezza, ha dovuto cedere al fango africano decimando la propria squadra. Hyundai non da meno con numerosi problemi di surriscaldamento su tutta la linea, ma ha resistito con Adrien Fourmaux e Esapekka Lappi. Ford ha portato in fondo solo una vettura con Jon Armstrong mentre Josh MacErlean si è dovuto ritirare questa mattina per problemi meccanici.

L’ULTIMO SAMURAI – Come Yoshio Fujimoto nel 1995 con una Toyota Celica, Takamoto Katsuta si ripete trentuno anni dopo con una Toyota Yaris. La costanza del pilota giapponese ha fatto si che potesse ritrovarsi al vertice, con un distacco importante da gestire. Sicuramente un epilogo importante che lo stesso Takamoto non si sarebbe aspettato. La gestione della pressione è stata la parte più dura, sapendo che un minimo errore avrebbe potuto mettere la parola fine, da un momento all’altro, la sua corsa. Nonostante l’esplosione di una gomma, venti secondi di penalità e altre mille peripezie, Sami Pajari fa compagnia a Katsuta sul podio, segnando un terzo posto.

UN PO’ DI FORTUNA, MA NON DICIAMOLO – Hyundai non sta brillando in questi ultimi tempi. La vettura non è affidabile, la velocità non è ottimale e un programma che sembra destinato ad avere un futuro incerto. Ad inizio rally sembrava che le cose si mettessero come il solito: Toyota che se ne va e Hyundai con problemi a lottare per sopravvivere. I problemi di temperatura hanno spaventato tutti, ma alla fine rivediamo la vettura coreana sul podio. Adrien Fourmaux con un pizzico di fortuna riesce a salire sul secondo gradino del podio. Avrebbe potuto essere raggiunto da Thierry Neuville, ma quella tripla foratura ha chiuso ogni speranza. Il “part-timer” Esapekka Lappi si aggiudica la medaglia di legno, conquistando il quarto posto.