Elfyn Evans-Scott Martin, al comando del Rally del Giappone (Jaanus Reeves- RedBull Content Pool)

Ci sono due gare in una in questo Rally del Giappone 2026. Ciò che non cambia rispetto alla giornata di ieri è la leadership della classifica generale, ben salda nelle mani di Elfyn Evans e Scott Martin, che concludono anche la seconda giornata al vertice del gruppetto Toyota che domina l’evento.

DUE GARE – Si, due gare, perchè Toyota corre praticamente contro se stessa, mentre alle loro spalle, lontanissime, Hyundai si gioca un triste derby tra i propri piloti per le posizioni di rincalzo. E’ un Rally del Giappone dalle condizioni molto diverse rispetto a quanto ci ha abituato negli scorsi anni: le condizioni meteo, le alte temperature dell’aria e dell’asfalto molto abrasivo mettono a dura prova le coperture hard Hankook, ancora di più quelle montate sulle I20 Rally1, diventando quasi ingovernabili per via del sottosterzo, a differenza delle Yaris che, come sempre, sono molto più facili da gestire, anche se in casa Latvala alcuni grattacapi se li sono creati da soli.

MATTINO – Il mattino di gara in Giappone è stato animato dalla sfida al vertice tra Oliver Solberg e Elfyn Evans. Lo svedese figlio d’arte, partito con 15,7″ da recuperare sul gallese, ha vinto due delle tre prove in programma portandosi a soli 10″ circa dal compagno di squadra leader della classifica piloti. La velocità di Solberg ha stupito sia Evans che Ogier, incapace e frustrato dal non poter inserirsi per la lotta al primo posto. Il nove volte iridato ha affrontato le tre prove speciali con un buon ritmo ma mai al livello dei due compagni di squadra, concludendo il loop a 20,1″ da Evans. Alle sue spalle, Toyota completa il proprio dominio con Sami Pajari ed il beniamino di casa Takamoto Katsuta che, dopo un venerdì complicato, è ripartito carico con l’obiettivo di divertirsi e divertire. Dietro le Toyota, ecco il triste confronto casalingo di Hyundai. Thierry Neuville, quinto venerdì, ha alzato bandiera bianca immediatamente lasciando spazio a Katsuta. Il sottosterzo e un freno a mano che ha deciso di scioperare ha favorito anche il successivo sorpasso di Fourmaux sul compagno di squadra. Entrambi i piloti hanno concluso la mattinata a più di un minuto e mezzo dal leader Evans, affranti per la situazione, mentre Hayden Paddon naviga ottavo a quasi 3 minuti. L’unica buona notizia per loro è che il Rally del Giappone è l’ultima prova asfaltata della stagione. Ben venga la terra, dove la casa di Alzenau ha più o meno dimostrato di poter staccare tempi interessanti, ma diventa difficile pensare di ribaltare il campionato in soli 7 eventi, quando di fronte hai questa Toyota.

FRITTATA SOLBERG – Il Tyre Fitting Zone di metà giornata sembra imbastire una tavolata succulenta ed interessante per la sfida al primo posto, ma le aspettative del pubblico giapponese hanno vita breve. La PS10, la prima del pomeriggio, vede Solberg commettere l’ennesimo errore della stagione ed uscire di scena, con tanto di tirata d’orecchie da parte di Ogier e Latvala, uno che di uscite di strada clamorose ne sapeva molto. Solberg esce largo in una curva a sinistra, colpisce un palo e stacca la posteriore destra. Per lui è significa ritiro dopo il rinfrancante secondo posto in Portogallo. Ogier ringrazia e, dall’alto della sua esperienza, gli fa notare come essere veloci spesso significa assumersi dei rischi elevati, non sempre una tattica del genere paga. Sta di fatto che il francese vince la prova salendo al secondo posto, con Pajari di nuovo in aria di podio. Pajari sarà il migliore nella PS11, Evans fa lo scratch sulla 12, mentre le ultime brevi prove spettacolo che concludono il programma odierno sono nuovamente territorio di conquista del finlandese. Hyundai, spettatrice privilegiata, conclude a bocca asciutta anche questa difficilissima giornata.

La classifica generale al termine del sabato recita: Evans primo, davanti a Ogier distaccato di 17,8″. Pajari terzo assoluto a 44,4″ dal leader. Katsuta quarto a 1’11”, seguito da Fourmaux, Neuville e Paddon con le Hyundai. Jon Armstrong è ottavo con la prima delle Ford Puma, seguito al nono posto dal leader WRC2 Nikolay Gryazin, ancora in piena lotta con Alejandro Cachon per la conquista della categoria di supporto. I due sono infatti separati da soli 5,7″, in una giornata che ha visto il pilota Toyota essere scavalcato dal portacolori Lancia, lamentandosi di un pò di sottosterzo alla Yaris soprattutto al mattino. Yuki Yamamoto si mantiene al terzo posto tra le Rally2, con quasi 2 minuti di distacco.

La giornata di domenica che chiude questo Rally del Giappone prevede la disputa di 6 prove speciali per circa 74 Km contro il tempo. La giornata sarà valevole come Super Sunday e scatterà all’ 1:14 ora italiana con la prova di Nukata. La Power-Stage finale, Lake Mikawako di 13,98 Km, è in programma alle 7:15 di domattina ora italiana.