Sami Pajari-Marko Salminen, vincitori del Rally di Finlandia 2026 (Jaanus Ree - RedBull Content Pool)

Elfyn Evans ha un nuovo rivale per la lotta al titolo mondiale, il suo nome è Sami Pajari. Il beniamino di casa, classe 2001, vince il Rally di Finlandia, secondo successo consecutivo dopo il trionfo in Estonia, centrando il settimo podio su dieci gare disputate in stagione.

Pajari vince una gara rocambolesca, fatta di emozioni forti. Primo tra tutti il terribile incidente che nella giornata di ieri ha estromesso dalla gara Sebastien Ogier e Julien Ingrassia, fino a quel momento dominatori incontrastati in Finlandia. Lo storico e vincente duo francese era stato più forte di tutto fino alla prova 17: aveva superato indenne la pioggia di venerdì creando un margine nei confronti degli avversari, resistito agli attacchi di Elfyn Evans, uscito di strada sabato mattina e protagonista di una gara da montagne russe, ma niente hanno potuto contro loro stessi. Un botto violento, fortunatamente senza conseguenze, che ha spento i sogni di gloria della coppia, riunitasi per questa gara dopo 5 anni dall’ultima volta, lasciando via libera a Pajari e alla gioia di un popolo intero.

La Finlandia festeggia Sami dopo aver gioito per il successo dell’anno scorso di Kalle Rovanpera. Pajari trionfa con merito, autore dell’ennesima gara di grande sostanza di questa stagione. Il padrone di casa ha scherzato senza malizia con i giochetti psicologici di cui Ogier è sempre stato maestro nel corso della sua carriera, ma mai avrebbe creduto di spuntarla nel loro primo vero confronto diretto. L’incidente ha cambiato le sorti del suo e del mondiale del francese che, con uno zero pesante, riceve una forte battuta d’arresto nella rincorsa ad Evans, mentre Pajari si trova ora in piena lotta per il bersaglio grosso.

Elfyn Evans chiude sul podio un weekend da cardiopalma. L’uscita del sabato mattina poteva essere la pietra tombale alle sue speranze di titolo, non a livello di punteggio ma a livello mentale, con un Ogier avviato verso il bottino pieno. Solo poche ore dopo, la storia si è completamente ribaltata. Il gallese conclude al terzo posto dopo aver vinto lo scontro diretto contro Adrien Fourmaux, rallentato questa mattina da un calabrone all’interno dell’abitacolo che ha dato non poco fastidio al francese. Il podio, insperato, e l’uscita di Ogier regala un nuovo equilibrio e un nuovo rivale per il mondiale. Con quattro gare ancora da disputare, tutto resta molto aperto, ma l’ombra del nove volte campione sembra fare un pò meno paura al #33.

Evans dovrà vedersela non solo con Pajari ma anche con Oliver Solberg, secondo assoluto. Lo svedese sembra aver ritrovato un pò di fiducia nelle sue capacità, dopo una serie di risultati deludenti che avevano caratterizzato la stagione dopo il successo a Montecarlo. Per la terza volta in stagione Solberg porta a casa la piazza d’onore, oltre alla vittoria del Super-Sunday. Mancano quei picchi di velocità a cui ci aveva abituato in stagione (e un pizzico di fortuna in più nel corso del weekend), che hanno lasciato spazio ad una gestione più oculata ed intelligente delle gare. In questo sembra proprio che Solberg abbia preso spunto da Pajari, la cui condotta del mondiale sta senz’altro pagando. Di certo Toyota ha in mano una coppia d’oro che ci farà divertire nel prossimo futuro.

Hyundai piange con il solo Fourmaux nelle posizioni di vertice. Il francese, partito forte giovedì mattina, esce con le ossa rotte dalla pioggia del venerdì, il più penalizzato tra i piloti di alta classifica. Peggio di lui fa Thierry Neuville, che apre una ruota venerdì e si “accontenta” di giocarsi la posizione contro Josh McErlean, il migliore dei piloti M-Sport e settimo assoluto. Esapekka Lappi invece è uscito di scena nelle primissime battute della gara.

Neuvillle guadagna sul filo di lana il quinto posto ai danni di Takamoto Katsuta, le cui quotazioni “mondiali” sono in flessione in questa parte centrale del campionato. Il giapponese, nella gara a cui tiene di più dopo la trasferta in Sol Levante, paga un setup non ottimale della sua Toyota e una posizione di partenza che lo costringe a pulire le strade per tutto il weekend, non potendo esprimere al massimo il suo potenziale. L’incidente accorsogli durante la Power-Stage conferma il periodo opaco per il #18, regalando la posizione al belga.

La Top Ten è completata dai protagonisti della Rally2. Jari-Matti Latvala è il migliore di tutti, seppure non iscritto al WRC2. Il finlandese dimostra sempre il suo valore ogni volta che torna alla guida della Toyota Yaris. Robert Virves fa suo il successo nella categoria di supporto, dopo che Teemu Suninen è stato retrocesso di una posizione per una penalità di 30 secondi comminatagli per non essere intervenuto dopo l’incidente di Patrick Enok durante la PS11.

Il WRC si prende una pausa di circa un mese prima di trasferirsi in America. Il Rally del Paraguay a fine mese sarà il prossimo appuntamento iridato.