Oggi il mondo dei motori e in particolare quello dei rally storici piange la scomparsa di Piero Gobbi. L’artigiano, il preparatore e pilota originario dell’Alessandrino si è spento all’età di 85 anni, lasciando un’eredità di passione, sapienza meccanica e dedizione indissolubile alla sua vettura del cuore: la Lancia Stratos.
Il nome di Gobbi, spesso nell’ombra rispetto ai grandi team ufficiali, è fondamentale per comprendere come le Lancia Stratos Gruppo 4 abbiano popolato i rally italiani e non solo, grazie alla sua capacità di trasformare la coupé torinese in una macchina da corsa vincente anche per i piloti privati.
La Stratos, con il suo motore centrale Dino Ferrari V6, era un’auto tecnicamente complessa e richiedeva una mano esperta per essere domata e massimizzata per le sfide del Gruppo 4. Gobbi era in grado di:
-
Ottimizzare il V6: Lavorava con precisione chirurgica sul motore, affinando la carburazione e la messa a punto per estrarre la potenza massima richiesta dal regolamento, garantendo al contempo quell’affidabilità fondamentale per concludere i rally più lunghi e duri.
-
Assetto e Geometrie: Conosceva ogni segreto delle sospensioni e della geometria della Stratos, un fattore vitale per rendere l’auto maneggevole e veloce tanto sull’asfalto quanto sullo sterrato.
Grazie al suo lavoro, molte Stratos “private” hanno potuto competere ai massimi livelli, dimostrando che l’ingegno artigianale italiano poteva eguagliare la potenza dei budget ufficiali.
Con la scomparsa di Piero Gobbi, il rallismo piemontese perde uno dei suoi pilastri storici.
Il suo ricordo continuerà a vivere non solo negli annali sportivi, ma anche nel rombo dei motori che lui stesso ha contribuito a rendere leggendari.
Porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e alla comunità sportiva.
