Sami Pajari ci mette la firma, è il pilota Toyota il leader al termine della prima giornata di un Rally di Croazia WRC intenso, divertente, difficile e…strano.
STRANO – Perchè dal WRC ci si può aspettare di tutto, ma è molto raro perdere alcuni dei protagonisti annunciati nelle prime battute di gara, invece qui è successo. Toyota viene falcidiata, con Oliver Solberg fuori dopo pochi km, così come le sue lacrime, sentite, intense, di chi poteva sfruttare un’occasione importante come fatto a Montecarlo. Meno emotivo, più “confuso” Elfyn Evans, come confusa è stata la nota che lo ha estromesso dalla corsa durante PS3. Lui si che deve recriminare, perché la posizione di partenza favoriva il gallese rispetto ai suoi stimati colleghi ed i tempi delle prime due piesse lo testimoniavano. L’errore ci può stare ma nell’economia di un mondiale che si gioca sempre sul filo dei punti, soprattutto in quelle 2-3 gare all’anno dove il part-timer meno part-timer dell’universo non c’è, serve fare punteggio pieno, per non rivivere i fantasmi arabi del 2025 (sempre se si tornerà a correre in Arabia quest’anno, conflitti permettendo..)
PAJARI RIDE – E quindi, con i due (sulla carta) più veloci fuori dai giochi, il livello tra le Rally1 si “appiattisce”, mettendo anche a nudo la mediocrità del WRC attuale, ma la sfida tra chi resta diventa intensa, anche divertente, come dicevamo all’inizio. Le Hyundai, soprattutto quella di Thierry Neuville, pare meno distaccata dal vertice, permettendo al belga di tornare nelle posizioni a cui ci ha sempre abituato. Davanti a lui, il tutt’altro che asfaltista Sami Pajari trova strade, spazio e responsabilità per esaltarsi, ingaggiando una sfida colpo su colpo contro il belga ed il suo compagno di colori Takamoto Katsuta, ultimo baluardo della “squadra 1” Toyota Gazoo, ancora inebriato dallo champagne del primo successo WRC in carriera ottenuto in Kenya.
Pajari apre e chiude gli scratch del pomeriggio, lascia sfogare Neuville nella parte centrale della giornata, solleticando le fantasie di un team intero, quello di Alzenau, da troppo tempo lontano dal vertice soprattutto su asfalto, ma nell’ultima speciale mette la firma definitiva su una prima parte di gara sontuosa.
DIFFICILE – Non è tutto finito, perchè i primi tre sono raggruppati in poco meno di 15 secondi. Pajari riparte domani con 13,7″ di margine su Neuville, mentre solo nove decimi dividono Katsuta dall’iridato 2024. Nulla è deciso, soprattutto perché chi oggi sfruttava le strade “pulite” partendo davanti, domani si troverà nelle condizioni inverse, quindi tagli, pietre, sassi e l’incubo forature che incombe in ogni gara. Mettiamoci poi il ritorno di Toyota al gran completo, con Evans e Solberg ad aprire la strada per tutti, a caccia di quel feeling utile per riprendersi punti importanti la domenica, dove il gallese e lo svedese figlio d’arte cercheranno di riscattarsi.
Neuville non si darà per vinto, consapevole di come la vettura non sia ancora “a posto” ma anche che di occasioni del genere ne capitano molto poche nell’arco di una stagione e vanno sfruttate appieno in attesa di tempi migliori. Pajari dovrà essere bravo a togliersi di dosso i drammi su asfalto del passato, non ultimo quello al Monte, confermando gli ultimi due podi in terra svedese e africana. Katsuta invece potrebbe già riconfermarsi dopo l’assolo keniota, un qualcosa di magico che solletica non poco la sua fantasia.
Gli altri? Per il momento spettatori privilegiati. Tra le (poche) Rally1 rimaste, la prima degli altri è la I20 #20 di Hayden Paddon, quarto assoluto, davanti all’altra Hyundai di Adrien Fourmaux, rallentato questa mattina da una foratura. Tutte qui, nulla di più. M-Sport è sparita dai radar complice un Jon Armstrong veloce ma sprecone ed un Josh McErlean che dimostra ancora una volta la sua mediocrità a questo livello. Il resto della top ten ha il sapore di futuro, di quelle Rally2 che potrebbero fare la voce grossa dal 2027.
LANCIA DAVANTI – Il WRC2 si apre nel segno di Lancia, con Yohan Rossel e Nikolay Gryazin a dettare il passo sul resto del gruppo. Il francese può contare su circa 22″ di vantaggio dal licenziato bulgaro, mentre la Toyota Yaris di Alejandro Cachon completa il podio della categoria di supporto. L’altro Rossel, Leo, è nono con la “cugina” C3, mentre Roope Korhonen è decimo assoluto. L’asfalto è pane per la nuova arma di casa Stellantis, che sogna il primo successo “mondiale” dopo le vittorie in campo nazionale. La curiosità sale nel vederla all’opera su sterrato, per capire il valore di questa nuova Ypsilon su un terreno dove la C3 in passato pagava dazio rispetto a Skoda e Toyota. Il tempo, sempre galantuomo, darà le sue risposte.
La giornata di domani si preannuncia insidiosa e con l’incognita meteo. Pioverà oppure no? Detto questo, il menù apparecchiato dagli organizzatori del Rally di Croazia prevede la disputa di quattro prove speciali da ripetersi due volte ciascuna, per un totale di circa 115 Km contro il tempo.

